Per fare la scelta giusta è utile capire cosa richiede ciascuno sport, a partire da un buon paio di scarpe da padel. Sulla carta i due sport condividono alcuni elementi, ma nella pratica sono piuttosto distanti.
- Nel tennis gli spostamenti sono soprattutto longitudinali, con corse più lunghe e, soprattutto sulla terra rossa, vere e proprie scivolate.
- Nel padel il gioco è più esplosivo e si basa su spostamenti brevi, rapidi e rotatori. Pivot, cambi di direzione improvvisi, salti come la bandeja o la vibora, e il gioco con i vetri richiedono appoggi completamente diversi.
È questa differenza di motricità che ha spinto i produttori a sviluppare scarpe molto specializzate.
Adattare la scarpa alla superficie e ai movimenti specifici di uno sport è il primo passo per ridurre il rischio di traumi. Una scarpa da tennis usata a padel può bloccare eccessivamente la caviglia durante una rotazione, aumentando il rischio di distorsione.
Le differenze principali in sintesi:
- La suola: quella da tennis su terra rossa ha solchi profondi e fitti, pensati per la scivolata. Quella da padel è ibrida o omni, pensata per campi con moquette e sabbia, dove una suola troppo aggressiva può bloccare il piede.
- I punti pivotanti: quasi assenti sulle scarpe da tennis, sono presenti e ben marcati su quelle da padel. Sono fondamentali per le rotazioni, in uscita dal vetro o in volée, perché riducono l'attrito e proteggono ginocchia e caviglie.
- La flessibilità: la scarpa da tennis è più rigida, per la stabilità in corsa. Quella da padel è più flessibile sull'avampiede, per accompagnare partenze rapide, affondi e appoggi corti tipici del padel.
- I rinforzi laterali: molto marcati sulle scarpe da tennis per sostenere le scivolate laterali ad alta velocità. Sulle scarpe da padel sono presenti ma più orientati al comfort, perché una costruzione più bassa offre già una stabilità naturale.